StretQIng, tra Oriente e Occidente

L’interesse per le discipline orientali è in costante crescita nel corso degli ultimi decenni.
La maggior parte delle persone ne è alla ricerca per motivi di salute.
Molte persone che oggi praticano una disciplina corporea orientale hanno un’esperienza positiva ed efficace, che soddisfa appieno le proprie aspettative.
La caratteristica principale di queste pratiche è un coinvolgimento attivo del praticante, che diviene almeno parzialmente responsabile della sua salute.
Il praticante non viene impegnato solamente a livello corporeo dalla disciplina praticata, ma anche mentalmente e talvolta spiritualmente.
Queste discipline propongono e preferiscono la prevenzione alle altre tecniche di trattamento.
Sebbene molti considerino le discipline orientali un metodo empirico per un migliore controllo delle funzioni fisiche e psichiche dell’organismo; ad altri lo vedano come un misticismo legato alla religione. Le tradizioni, descritte in antiche scritture, dimostrano però di avere numerosi aspetti, pratico-applicativi, molto scientifici sebbene semplici nei concetti.
Il pensiero asiatico è indubbiamente il maggior promotore e cultore delle discipline di lunga vita che oggi possono essere viste come validi strumenti preventivi. In asia infatti è tutt’oggi possibile,, andando nei parchi all’alba, vedere migliaia di persone che si esercitano in attività corporee di vario tipo. La filosofia dello star bene e del prevenire i disturbi no si ferma solamente alle ginnastiche corporee e respiratorie ma si estende ovviamente anche all’alimentazione e alla cura dell’ambiente.

E questi presupposti si possono applicare alla nuova disciplina proposta da Mauro Massaro e Marco Superbi sul loro nuovissimo libro intitolato StretQIng.
Come già si può vedere dal titolo questa disciplina cerca di creare un ponte tra oriente ed occidente, due culture ormai sempre meno lontane e sempre più mescolate.
Così il termine inglese Stretching, che richiama immediatamente all’allungamento corporeo viene fuso con il termine QI, Energia Vitale.
Questo termine fondamentale per la cultura Cinese, di cui dovremmo osservare l’ideogramma per poter capire a fondo il suo significato; ci porta l’attenzione sul principio vitale che anima la nostra esistenza ed è la forza che pervade l’universo, macrocosmo e microcosmo.
StretQIng non è quindi solo allungare le strutture del corpo, ma è allungare ed estendere la propria energia vitale nei suoi molteplici aspetti.
Questo metodo promuove un buon ascolto del corpo ed utilizza le strutture scheletriche e muscolari in maniera intelligente.
Propone, cosa non meno importante, grande attenzione alla respirazione e scoraggia la ricerca della competitività e la propensione all’apparire.
Osserviamo e riassumiamo in breve le caratteristiche principali.
Una analisi biomeccanica degli esercizi mostra equilibrio di forze differenti durante una posa, effetto di allungamento muscolare e le variazioni delle forze gravitazionali, secondo le modifiche dettagliate di posture. Il rilassamento muscolare è tipico di questi esercizi.
1) gli esercizi di preparazione sono caratterizzati da movimenti lenti e controllati senza fermarsi.
2) le pose hanno una fase statica, ed una dinamica di passaggio alla successiva o ritorno alla stessa.
3) Semplici esercizi di respirazione: includono la sospensione temporanea del respiro.
4) gli esercizi si compongono di rilassamento, concentrazione e percezione.
Senza dubbio, alcuni esercizi hanno effetti specifici sui singoli organi ed i vari sistemi corporei – ed anche un effetto più generalizzato a tutto il corpo e la mente. La piacevolezza tipica della pratica dello StretQIng è legata al rilassamento muscolare e mentale, migliore coordinazione e percezione del proprio corpo.
La sua pratica è consigliabile proprio a chiunque, proporzionatamente alle proprie capacità e limiti è praticabile ovunque ma sicuramente meglio all’aperto e in luoghi sani.

Marco Superbi

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