Il Maestro Masunaga. Differenze tra Makko Ho e StretQIng

Lo stretQIng nasce come attività fisica volta al riequilibrio energetico attraverso manovre di stiramento e di tonificazione delle superfici corporee che “ospitano” i meridiani energetici della medicina taoista classica. Il maestro Masunaga, fondatore dello stile , cosiddetto,

Zen Shiatsu ri-elaborò una serie di esercizi praticati in Giappone, chiamati Makko Ho, con lo scopo di porre in “tensione” i canali energetici al fine di valutarne la condizione energetica (diagnosi del meridiano) e allo stesso tempo di riequilibrarli.Partendo da questi presupposti si sono create, con lo stretQIng, delle sequenze dinamiche di esercizi con modalità di esecuzione differenti rispetto ai Makko Ho.

In primo luogo Masunaga esercitava il suo lavoro sulle cosiddette “estensioni” dei meridiani e non su quelli classici della MTC; la seconda differenza consiste nella staticità delle posture dei Makko Ho rispetto al lavoro dinamico dello stretQIng, dove invece si passa fluidamente da una posizione all’altra; la terza differenza consiste nella sequenzialità di esercizi, organizzata nei Makko Ho rispettando il ciclo circadiano dei meridiani mentre lo stretQIng, essendo volto al riequilibrio dei 5 elementi, rispetta il ciclo di generazione della MTC e quindi ogni sequenza di esercizi di un elemento si allaccia a quella dell’elemento che lo segue nel naturale processo di generazione (es: dalla sequenza acqua si passa a quella del legno, da quella del legno a quella del fuoco e così via). L’esecuzione dinamica delle posture, sincronizzata ad una respirazione consapevole, è peraltro patrimonio comune di altre discipline orientali che lavorano sull’energia vitale della persona (Qi, Ki, Prana) come lo Yoga Ashtanga, il Tai Ji Quan (nella sua forma di pratica salutistica così come nella sua forma marziale), il Qi Gong, il Do In. Da qui l’elaborazione di “coreografie” orientate al lavoro di estensione e di mobilizzazione dei percorsi energetici che hanno un’ottima influenza anche sull’equilibrio (non solo energetico), sull’assetto posturale e sul tono muscolare ma soprattutto sulla propria consapevolezza corporea purchè vengano rispettati , nell’esecuzione, i limiti dovuti alla nostra condizione energetica e di elasticità del momento.

Spero che questa disciplina possa dare ai praticanti quegli stessi benefici che gli ideatori hanno verificato su loro stessi con la loro esperienza.

Mauro Massaro

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